Concordato preventivo biennale 2026-2027: guida operativa per il commercialista
Concordato preventivo biennale per il biennio 2026-2027: chi può aderire, scadenze, metodologia di calcolo dell'Agenzia delle Entrate, convenienza e errori frequenti.
Il concordato preventivo biennale (CPB), introdotto con il decreto legislativo 13/2024, è alla sua seconda applicazione con il biennio 2026-2027. La metodologia di proposta dell'Agenzia delle Entrate è stata pubblicata in via definitiva con i decreti ministeriali del marzo 2026 e modificata su alcuni punti rispetto al primo ciclo. Per il commercialista, la valutazione della convenienza per il cliente è un'attività delicata che richiede analisi specifica per ogni posizione.
Cosa è il concordato preventivo biennale in due paragrafi
Il CPB è un accordo fra contribuente e Agenzia delle Entrate per il quale il contribuente accetta in anticipo, per due anni, un reddito (e una base imponibile IRAP) proposto dall'amministrazione, calcolato sulla base degli ISA e di altri parametri. Per i due anni di adesione, il contribuente paga le imposte su quel reddito a prescindere dal reddito effettivo (con alcuni meccanismi correttivi in caso di scostamenti rilevanti).
Il vantaggio per il contribuente è la certezza fiscale e una potenziale riduzione dell'imposta se il reddito effettivo cresce sopra il concordato. Il vantaggio per l'Erario è la stabilizzazione del gettito. Il rischio per il contribuente è di vincolarsi a un reddito superiore a quello effettivo, se l'attività rallenta.
Chi può aderire al CPB 2026-2027
I requisiti operativi per l'adesione al biennio 2026-2027, alla luce dei provvedimenti pubblicati nei primi mesi del 2026, sono i seguenti.
- Contribuenti soggetti agli ISA per l'anno di imposta 2025 (anno della proposta).
- Voto ISA 2025 pari ad almeno 8 (soglia non più derogabile come nel primo ciclo).
- Assenza di debiti tributari e contributivi definitivamente iscritti a ruolo superiori a 5.000 euro alla data di adesione (sono esclusi quelli oggetto di rateizzazione in corso).
- Assenza di omessa presentazione delle dichiarazioni dei redditi e IVA per i tre periodi di imposta precedenti.
- Assenza di condanne per reati tributari di cui al decreto legislativo 74/2000 nei tre periodi di imposta precedenti.
Scadenze operative
| Adempimento | Scadenza |
|---|---|
| Pubblicazione modello CPB definitivo | 15 marzo 2026 (avvenuta) |
| Predisposizione e invio della proposta da parte dell'Agenzia | Da maggio 2026 |
| Accettazione/rifiuto della proposta | Entro il 31 ottobre 2026 |
| Decorrenza degli effetti del concordato | Dal periodo di imposta 2026 |
| Versamento imposte CPB primo anno | Saldo e acconti 2026 secondo il calendario ordinario |
Come l'Agenzia calcola la proposta
La metodologia di calcolo, definita con il decreto del Ministero dell'Economia del febbraio 2026, parte dal reddito dichiarato per il 2024 e applica una serie di correttivi.
- Base di calcolo: reddito di impresa o di lavoro autonomo dichiarato per l'anno 2024 (con esclusione di componenti straordinarie e plusvalenze patrimoniali).
- Adeguamento ISA: applicazione del coefficiente di adeguamento ISA per portare il reddito al livello atteso dal modello statistico (con voto ISA 8 si parte da una base più alta).
- Crescita PIL nominale: applicazione del tasso di crescita stimato per gli anni 2026 e 2027 (in base ai documenti ufficiali di programmazione economica).
- Specificità settoriali: correttivi per settore in base alle medie di marginalità.
- Riduzione 'incentivo adesione': sconto del 10% (era 12% nel primo ciclo, ridotto in fase di revisione del meccanismo) come incentivo all'adesione.
Il numero finale è il reddito concordato per il biennio. Su questa base si applicano le aliquote ordinarie IRES o IRPEF, IRAP e contributi previdenziali se dovuti.
Quando conviene aderire: gli scenari tipici
La valutazione della convenienza dipende dal confronto fra il reddito concordato proposto e il reddito atteso per i due anni di adesione. Tre scenari operativi.
Scenario 1: attività in crescita prevista
Cliente con tendenza di crescita del fatturato e della marginalità nei due anni successivi. In questo caso il CPB cristallizza un reddito inferiore a quello probabile, generando un risparmio fiscale strutturale. Vantaggio crescente con l'aumento del reddito effettivo. Tipicamente conviene.
Scenario 2: attività stabile
Cliente con fatturato e marginalità sostanzialmente stabili. La convenienza dipende dal coefficiente di adeguamento ISA: se l'Agenzia propone un reddito allineato o leggermente inferiore al dichiarato, il valore dell'adesione è il vantaggio amministrativo (certezza, no accertamento sul biennio). Conviene se questo vale qualcosa per il cliente.
Scenario 3: attività in declino o instabile
Cliente con segnali di rallentamento, perdita di clienti rilevanti, settore in contrazione. Sconsigliato aderire: si rischia di pagare imposte su un reddito che non si materializza. I correttivi previsti dalla norma per scostamenti rilevanti (oltre il 30% del reddito concordato) attenuano ma non eliminano il problema.
Tre errori frequenti nella scelta
Aderire perché l'aliquota IRES 2026 cala
La riduzione dell'aliquota IRES introdotta dalla manovra 2026 incide ugualmente con o senza CPB. Non è una ragione specifica per aderire.
Non analizzare i flussi di cassa
Il CPB cristallizza il debito tributario ma non garantisce che il contribuente abbia la cassa per pagarlo. Una società che ha aderito su un reddito generoso e poi va in stress finanziario si trova un debito fiscale rigido. La valutazione preventiva sui flussi di cassa è essenziale.
Trattare la decisione come standardizzabile
Il CPB è una scelta individuale del singolo contribuente. Un consiglio standard 'per tutti i clienti ISA 8 conviene' è sbagliato. Serve un'analisi su misura, fatta sui numeri reali del cliente, con valutazione dei due anni di prospettiva.
Come organizzarsi in studio
Per gestire l'adesione CPB del cliente in modo efficiente, l'ideale è disporre di un calcolatore che simuli rapidamente reddito concordato vs reddito atteso vs imposta dovuta. Strumenti dedicati riducono il tempo di valutazione per cliente da 2 ore (calcolo manuale con Excel) a 20 minuti. Senza strumento, l'analisi caso per caso diventa un collo di bottiglia di studio nel mese di settembre-ottobre.
In sintesi
Il CPB 2026-2027 ha regole più strette del primo ciclo, ma per i clienti eleggibili resta un'opzione da analizzare con attenzione. La regola d'oro è non standardizzare: ogni cliente va analizzato sui suoi numeri, con simulazione a 24 mesi. Lo studio che lavora bene su questo tema costruisce una consulenza ad alto valore percepito dal cliente.
Domande frequenti
Chi può aderire al concordato preventivo biennale 2026-2027?
I contribuenti soggetti agli ISA per il 2025 con voto pari ad almeno 8, senza debiti tributari e contributivi rilevanti, senza omesse dichiarazioni nei tre anni precedenti, senza condanne tributarie nei tre anni precedenti.
Quando scade l'adesione al CPB 2026-2027?
Il 31 ottobre 2026 è la data limite per accettare o rifiutare la proposta dell'Agenzia delle Entrate per il biennio 2026-2027.
Cosa succede se il reddito effettivo è molto inferiore al concordato?
La norma prevede correttivi per scostamenti rilevanti (oltre il 30% del reddito concordato in meno) con possibilità di decadenza o ricalcolo. La procedura va attivata espressamente dal contribuente.
Il CPB blocca gli accertamenti?
Sì, per il biennio di adesione l'Agenzia non può effettuare accertamenti basati su presunzioni semplici (studi di settore, ISA, redditometro) sui redditi concordati. Restano gli accertamenti per fattispecie specifiche (frodi, simulazioni, operazioni inesistenti).
Quanto costa la consulenza per valutare l'adesione CPB?
Dipende dalla complessità della posizione del cliente. Per una PMI con contabilità ordinaria, una valutazione completa comprensiva di simulazione su due anni richiede tipicamente 3-5 ore di lavoro professionale. Le tariffe variano fra 300 e 800 euro per singola valutazione.
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